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Parfums et traditions sportives : une affaire de peau, de partage et d’Idéal
L'univers Estéban8 dic 20235 min di lettura

Profumi e tradizioni sportive: una questione di pelle, di condivisione e di Ideale

Sapevate che le sostanze odorose (e più in generale, il profumo) erano una componente essenziale delle tradizioni sportive dell'Antichità?

Le Olimpiadi, nate nel 776 a.C., ci giungono direttamente dall'era Antica. Prendono il nome da Olimpia, uno dei maggiori santuari in cui si svolgevano queste competizioni sportive. Inizialmente concepite per riavvicinare i popoli greci un po' troppo inclini alla guerra, questi giochi attraevano numerosi atleti, sia per i preziosi doni in palio, sia per il prestigio associato a certe competizioni. Quattro santuari in particolare salutavano il merito dei loro vincitori in modo puramente simbolico (tramite una corona vegetale). Ogni santuario aveva la sua: d'alloro a Delfi, d'ulivo a Olimpia, di pino a Corinto e... di sedano a Nemea! Una distinzione che si può facilmente immaginare all'origine dell'espressione "raccogliere tutti gli allori". Il prestigio di queste competizioni era tale che la semplice presenza bastava, per un atleta, a garantirsi una certa reputazione. Questi giochi riscossero un immenso successo e durarono più di 1000 anni, prima di essere aboliti dall'imperatore romano Teodosio I... e restaurati nel XIX secolo dal barone Pierre de Coubertin.

Rituale cosmetico dell'atleta antico...

L'ambiente naturale della Grecia dell'epoca offriva alle popolazioni quantità di piante aromatiche e oli vegetali (nei quali venivano infusi questi aromi - le premesse di un metodo che più tardi verrà chiamato enfleurage). Le vie commerciali aperte da Alessandro Magno aggiunsero a questo bacino tutta una serie di nuove fragranze: legno di sandalo, cannella, noce moscata, benzoino in particolare, che permisero ai Greci di conferire ai loro rituali di bellezza un tocco particolarmente raffinato. Se gli uomini e le donne della società erano soliti, dopo il bagno pubblico, profumare il loro corpo con olio all'iris o alla maggiorana, l'atleta non era da meno...

Nell'antichità, il corpo dell'atleta era un ideale di bellezza e forza, fonte di ispirazione per gli artisti (scultura, pittura), e la sua igiene era impeccabile. Scolpito dalla ginnastica, abbronzato dalla pratica degli sport all'aria aperta, il corpo dell'atleta ellenico era anche unto con olio profumato, che raschiava con lo strigile (o striglia) una volta terminati gli esercizi. Infatti, gli sportivi dell'epoca preparavano il loro corpo allo sforzo ungendo le membra con olio d'oliva - riconosciuto per le sue funzioni protettive. Poi, per proteggersi dai danni del sole, si cospargevano di sabbia, prima di allenarsi nella corsa, nel salto in lungo o nel lancio del giavellotto... Questa miscela di olio, sudore e sabbia chiamata "gloios", una volta raschiata, veniva poi recuperata dal custode della palestra e rivenduta come combustibile per le lampade. Prova, se mai ce ne fosse bisogno, della preziosità dell'olio in quell'epoca, ma anche dello status altamente valorizzato degli atleti dell'antichità!

Per finalizzare il rigoroso lavoro operato dai giochi della palestra, la cura del corpo si estendeva poi ai bagni profumati all'ambrosia, ai massaggi "di recupero" con oli odorosi e alla cura dei capelli e della barba. O come profumi e cultura fisica andavano già di pari passo sotto la bandiera greca della Bellezza perfetta.

Profumi e Sport oggi: emozioni da condividere

Se l'immaginario dell'eroe antico e l'ideale di bellezza e forza che rappresenta continuano ad ispirare grandemente i creatori di profumi del mondo moderno (Kouros di Yves Saint Laurent, Eros di Versace o Invictus di Paco Rabanne, per citarne alcuni), c'è un'altra dimensione che le due sfere condividono (quasi) senza saperlo: quella della condivisione.

Come accennato in precedenza, queste competizioni sportive avevano la funzione sottostante di spostare la lotta dal campo di battaglia all'arena e di creare un raduno pacifico tra le nazioni. I Giochi Olimpici e Paralimpici estivi del 2024 che si stanno preparando nella capitale francese spingono ancora più in là questa volontà di apertura e di vicinanza con le popolazioni rendendo accessibili al pubblico alcune prove che, fino ad allora, non lo erano (come la maratona), permettendo a tutti di essere attori e non più solo spettatori dei Giochi (attraverso le prove aperte, il programma dei Volontari o il Club di Paris 2024) o ancora riunendo sotto lo stesso emblema i Giochi Olimpici e Paralimpici. Un'ambizione che si iscrive nella degna eredità delle Olimpiadi greche in termini di superamento di sé, di unione dei popoli e di condivisione di grandi emozioni collettive.

Ad ogni paese ospitante di questo immenso appuntamento, un tocco di cultura da scoprire. Se ricordiamo le immancabili infradito brasiliane o le muffole invernali delle edizioni passate, crediamo intimamente, qui da Estéban, che il prodotto profumato, vero e proprio vessillo del savoir-faire francese, abbia la stoffa per diventare il prodotto iconico di questi Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024.

Il profumo, ambasciatore delle nostre emozioni

Se amiamo così tanto il profumo (corporeo o d'ambiente) è perché, oltre a rivelare una parte della nostra personalità, dei nostri gusti e desideri del momento, esso possiede il potere di trasportarci emotivamente nella nostra memoria, di farci viaggiare nei nostri ricordi.

Questo potere "magico" ha una spiegazione biologica (in particolare): l'olfatto è direttamente collegato alla nostra memoria e alle nostre emozioni dalla stessa costituzione del nostro sistema nervoso e olfattivo. Infatti, l'informazione olfattiva, una volta generata (a seguito della rilevazione di molecole odorose nell'aria) viene direttamente inviata alle parti del nostro cervello coinvolte nella percezione sensoriale (corteccia piriforme), nella memoria (ippocampo) e nelle emozioni (complesso amigdaloideo). Una volta completato questo circuito, l'informazione viene finalmente elaborata dalla parte del nostro cervello responsabile della percezione consapevole dell'odore (e questo, meno di un secondo dopo aver iniziato a sentirlo) e può intervenire la presa di decisione (avvicinarsi, allontanarsi, comprare, ecc.). In sintesi, le sensazioni, le emozioni e i ricordi legati a un odore sopraggiungono ancor prima della loro identificazione da parte della parte consapevole del nostro cervello. Questo dimostra quanto sia potente il potere evocativo del profumo!

Se a volte è involontaria (si pensi alla famosa scena della madeleine nell'opera di Proust Dalla parte di Swann), questa evocazione può essere fatta scientemente, con uno sforzo cognitivo (es: ricordare il profumo della nonna) o per mezzo di oggetti che racchiudono l'odore associato al ricordo che si desidera evocare.

Quest'anno, da Estéban, le emozioni provenienti dalla più grande competizione sportiva internazionale dell'anno saranno permeate da una scia profumata che torneremo a evocare, condividere e rinnovare a piacere, grazie a una collezione esclusiva di prodotti ufficiali su licenza Paris 2024, da scoprire subito.

Paris 2024

Fonti:

  • Le grand Livre du parfum pour une culture olfactive (NEZ Culture)
  • Specchio, mio bel specchio, Una storia della bellezza, di Dominique Paquet
  • Les Jeux olympiques de l’antiquité, Le Musée Olympique
  • Scheda informativa "I Giochi Olimpici dell'Antichità" del CIO